Liguri e Romani: Alla scoperta di segni e reperti per scoprire l’identità del territorio
Continua il viaggio attraverso la storia del territorio, ovvero tra la Liguria e la Lunigiana. Conoscere la storia significa entrare a contatto con l’identità di un territorio e grazie ai resti di quella storia, arricchire la nostra cultura.
Liguri e i Romani
I Liguri sono probabilmente popolazioni pre-indoeuropee che hanno occupato l’Europa meridionale dalla Spagna alla Liguria passando per la Francia del sud, il Piemonte e parte del lago di Lemano, comprese altre zone del nord e della Toscana già a partire dal V millennio a.C.
In Liguria si stabilirono durante l’età del Ferro. Non abbiamo fonti attendibili perché non usavano scrittura, ma prove indirette della loro cultura sono i ritrovamenti archeologici, i castellari, i megaliti, ma anche le analisi genetiche sulle popolazioni. Ogni gruppo tribale viveva nel proprio territorio in autonomia. La loro economia era basata sul commercio, la pastorizia, l’agricoltura e la pesca. L’utilizzo del territorio per agricoltura e pastorizia prevedeva di bruciare spazi boschivi per ottenere campi e pascoli: grazie a loro inizia il cambiamento del manto boschivo sugli Appennini. La presenza etrusca in questi territori è sporadica, abbiamo alcune statue stele che riportano iscrizioni etrusche. Sicuramente i Liguri commerciavano anche via mare con gli etruschi.
I Romani che avevano conquistato l’Etruria iniziarono le prime scaramucce con i Liguri Apuani nel 237 a.c: la Lunigiana era un importante territorio di passaggio, inoltre la conquista della Liguria permetteva l’accesso dei Romani alla Francia del sud e alla Spagna. Dal 237 a.C. al 180 a.C. i Liguri alleati con i Cartaginesi si scontrarono in molte battaglie con i Romani. Nel 180 a.C. sconfitti vennero deportati nel centro sud Italia, in 40.000 famiglie.
Presenza romana sul territorio.
La città di Luni nel 177 a.C. venne fondata dai romani alle foci del Magra, sul loro accampamento militare. Iniziò così lo sfruttamento sistematico delle cave di marmo di Carrara, che veniva imbarcato a Luni per Roma. I romani sfruttarono la zona della Versilia anche per l’allevamento e l’agricoltura. Nel Golfo della Spezia costruirono ville a partire dal I secolo a.C. Queste ville avevano una parte agricola dedicata alla coltura dell’olivo, la frangitura e i depositi di olio e una parte marittima per imbarcare i prodotti verso le altre destinazioni, mentre una terza area era destinata a residenza del dominus e della sua famiglia.
Con la presenza romana prendono il via la colonizzazione del territorio, attraverso la costruzione di una rete viaria verso l’Appennino, come l’Æmilia Scauri e il passo della Cisa che collegavano Pisa alla Pianura Padana e verso Genova, l’insediamento di coloni e veterani e il conseguente insediamento dell’amministrazione romana. Tuttavia i coloni romani occuparono le vallate e le zone costiere, lasciando ai liguri le zone interne. In val di Vara probabilmente c’era una rete viaria secondaria che dalla via Aurelia permetteva i collegamenti fra la costa e l’entroterra. Nella vallata si svilupparono alcuni borghi romani, importanti per gli scambi come Borghetto Vara. Il sistema viario era secondario alle grandi arterie come l’Æmilia Scauri, l’Aurelia ma importantissima per gli scambi dalla costa all’Appennino e alla val Padana. Durante l’occupazione romana e poi nell’Alto Medioevo la zona della val di Vara venne inclusa amministrativamente sotto Luni, che come porto e sistema produttivo operò praticamente fino al IV secolo d.C., quando il porto si interrò e l’estrazione del marmo si fermò.
